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    Il recupero dal basso dell’Ex-Mattatoio di Testaccio

mattatoio

L’Associazione Casa della Pace nasce a cavallo del 1984-85 con l’occupazione e la valorizzazione di una porzione del complesso dell’Ex-Mattatoio precisamente degli ex uffici amministrativi. Il Mattatoio fu realizzato ad opera di Giaocchino Ersoch tra il 1887 e il 1892 e rappresentò una delle opere di architettura industriale più importanti e di pregio artistico dell’Italia dell’epoca e funzionò fino al 1975 , da allora fu però lasciato in uno stato di desolante abbandono.
È proprio grazie al riutilizzo da parte di associazioni culturali e sociali  come la nostra di molti spazi del Mattatoio che è stato possibile salvare e restituire alla città un gioiello urbanistico altrimenti lasciato in rovina. Il lavoro svolto da parte di questi soggetti è servito oltre che a recuperare e a salvaguardare molte strutture edilizie anche a riaffermare il carattere storico del Mattatoio e del Campo Boario da sempre luoghi di incontro e di scambio tra culture diverse. Nello specifico la presenza  nel Campo Boario della Casa della Pace, di Ararat, e del Villaggio Globale hanno fatto dell’Ex- Mattatoio un luogo unico dentro la città per la produzione culturale alternativa e per l’incontro interetnico. Se oggi il Comune di Roma può pensare al complesso del Mattatoio come la futura Città dei Giovani della Cultura e dell’Altra Economia deve principalmente ringraziare quelle realtà come le nostre che dall’interno si sono sempre battute per impedire che questo spazio divenisse l’ennesima preda di mire speculative e affaristiche.

L’auto-recupero delle strutture edilizie

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L’Associazione Casa della Pace fu  tra i primi soggetti ad entrare nell’area del Campo Boario e da subito cercò di porre freno al degrado di un decennio di abbandono del Mattatoio iniziando un’opera di riqualificazione durata venti anni e tuttora in corso. È difficile elencare la quantità degli interventi effettuati che hanno portato la struttura allo stato attuale. Dall’iniziale lavoro di ripulitura dei locali si passò a restaurare l’impiantistica idraulica, elettrica e non poche furono le battaglie per vedersi riconosciuto il solo diritto ad avere l’allaccio dell’utenza idrica, elettrica e del gas. Successivamente sono stati realizzati i seguenti interventi: arrotatura della pavimentazione e rifacimento dello stesso là dove risultava mancante; rifacimento del tetto; tutte le pareti interne sono state stuccate, intonacate e verniciate più volte; sostituzione di finestre e porte fatiscenti con infissi in alluminio; realizzazione di servizi igienici per disabili, uomini e donne; derattizzazione. Fino ad arrivare ad oggi in cui  la struttura presenta: impianto elettrico a norma; 4 uscite di sicurezza; impianto di aerazione; tecnostruttura  in pvc ignifuga; spazi espositivi,una sala convegni; una sala prove; un laboratorio di gastronomia e due punti per la somministrazione di bevande ed il tutto ha ricevuto l’Autorizzazione Igienico Sanitario della ASL RM/A; la Certificazione Di Prevenzione Incendi dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Nulla Osta di’impatto acustico dal Dipartimento X. 

Da occupanti a soggetti riconosciuti

Il Comune di Roma riconoscendo la funzione culturale e sociale svolta dall’Associazione Casa della Pace, da Ararat e dal Villaggio Globale ha indicato queste come le uniche realtà, tra le molte presenti nell’Ex- Mattatoio, ad avere pieno titolo a proseguire le proprie attività nel campo Boario anche per il futuro, in quanto soggetti che operano  in coerenza agli indirizzi previsti dal piano di riassetto dell’area del Comune di Roma. A questo proposito ricordiamo l’Ordine del Giorno del 27/02/2003 collegato alla Delibera del Consiglio Comunale di Roma n. 10 del 28702/2003 nel quale il Sindaco e l’Assessore competente si impegnano a procedere all’assegnazione alla Casa della Pace dei locali occupati dalla stessa dal 1984. In seguito alle nostre richieste di attuare quanto deliberato in Consiglio Comunale l’Assessore alle Politiche della Programmazione e Pianificazione del Territorio-Roma Capitale Roberto Morassut,in data 19 nov. 2003, si impegna con una lettera scritta al Presidente della Associazione Casa della Pace Del Bianco Fiordino a dare formale attuazione al sopraccitato ordine del giorno. Impegno che è stato riconfermato negli anni successivi durante ripetuti incontri con l’Assessorato.
Anche prima di questi riconoscimenti abbiamo cercato di dotarci di tutti i requisiti (igienici, di sicurezza, ecc.) per stare nelle regole previste dalle leggi nazionali e internazionali. Abbiamo iniziato nel giugno del 1999 con formalizzazione della nostra associazione attraverso l’iscrizione all’Ufficio del Registro degli Atti Privati di Roma. Dal 2003  abbiamo effettuato tutti i lavori necessari ad ottenere l’Autorizzazione Igienico Sanitaria per l’esercizio dell’attività di bar e gastronomia fredda in associazione. In seguito abbiamo sostenuto le opere per la messa in sicurezza dei luoghi attestata dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma.
A seguito di un lungo percorso di autorecupero finalmente ci viene riconosciuto, grazie ad una sentenza del Tar del Lazio,  il diritto a svolgere anche le attività di somministrazione rivolte ai nostri associati.

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Una solida realtà per molti

Intorno alle attività sociali e culturali svolte negli anni, dall’Associazione Casa della Pace c’è il contributo costante  fornito da 20 soci storici (con famiglie a carico) più l’apporto di 15-20 giovani tra studenti, immigrati e disoccupati che dedicano le proprie energie, le proprie competenze e il proprio tempo. Grazie a questo apporto umano la Casa della Pace  rappresenta nel contesto metropolitano  un valido esempio di solidarietà oltre che un riferimento artistico culturale per le tante migliaia di persone
( soprattutto giovani ) che è riuscita ad aggregare al suo interno.

 

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